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Per le aziende: è in vigore il nuovo accordo di Basilea
La definizione di efficienti tecniche di misurazione e gestione dei rischi finanziari rappresenta uno dei temi centrali del dibattito che, a seguito della approvazione dell'Accordo di Basilea nel 1988, si è sviluppato a livello internazionale tra Autorità di vigilanza, operatori delle istituzioni bancarie e finanziarie ed esponenti del mondo accademico. L'Accordo costituisce ormai il modello di riferimento per la definizione dei requisiti patrimoniali per la gran parte delle autorità di vigilanza mondiali. L'esigenza di assicurare un sistematico e progressivo adeguamento e perfezionamento della disciplina prudenziale, costantemente riconosciuta dal Comitato di Basilea per la Vigilanza bancaria, ha portato alla pubblicazione, nel gennaio 2001, della prima versione della proposta di revisione dell'Accordo.
Al termine del processo di consultazione e in considerazione dei risultati degli studi di impatto effettuati, il Comitato di Basilea è pervenuto nel giugno 2004 alla pubblicazione del documento "International Convergence of Capital Measurement and Capital Standards", che rappresenta la versione definitiva della proposta di revisione dell'Accordo.
Sotto un profilo generale, le principali innovazioni contenute nella proposta sono riferite alla possibilità di differenziare i requisiti patrimoniali in funzione del merito creditizio delle differenti controparti affidate, ad un più articolato trattamento delle tecniche di mitigazione dei rischi alla previsione di appositi requisiti a fronte dei rischi operativi, nel quadro di una più ampia convergenza tra regolamentazione prudenziale e metodologie gestionali di misurazione dei rischi adottate dalle banche.
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